E' uscito il nuovo libro di Davide D'Arcamo per poterlo acquistare
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Nasce Villa Antrò un luogo ideale per trasformare i vostri ricevimenti in momenti magici, contornati dalla magia della cucina dello Chef Davide D'Arcamo
Un volo nel vento, il suono di un coltello che sbatte nel tagliere, il profumo del cibo sul fuoco è il fiato caldo di una casa, capace di far rivivere seppure per pochi istanti un tempo che non è perduto, ma soltanto passato. Dopo mesi eccomi a scrivere per un nuovo libro, a ricordare il passato come se fosse ieri, a riverdermi ragazzino con la passione della cucina che cresceva in me. La voglia di ritornare a scrivere mi è venuta grazie ad una notizia tanto aspettata; presto sarò papà di un bel maschietto: a questo punto la mia mente non ha potuto fare a meno di pensare a questa creatura che stà per nascere regalandomi la gioia di diventare papà per la seconda volta. Immagginando il suo profilo, eccomi qui seduto nella mia scrivania a lavorare in un nuovo libro, un nuovo progetto diverso, non fatto di solo ricette ma per scaramanzia preferisco non parlarne. La gioia di questo nuovo libro già mi appartiene come la creatura che deve nascere, spero di riuscire ad entrare ancora una volta nei vostri cuori e di regalare al piccolo Gabriele un dono in occasione della sua nascità prevista ad ottobre.
Davide D'Arcamo
PERCHE' COMPRARE IL LIBRO A TAVOLA CON LO CHEF!!!!!!!
Beh ci sarebbero infinite risposte sul perchè comprare il mio libro; sicuramente la più intelligente è quella per cui sostiene un progetto molto importante con il ricavato, ma ciò vuol dire anche da parte mia un impegno non indifferente nel realizzare questo libro, ho dedicato quasi 3 anni della mia vita professionale affinchè risultasse un lavoro degno per la responsabilità a cui mi sono esposto. Il potere contribuire per una causa così importante come la Talassemia è stato per me un impegno al quale ho voluto riuscire a fare il meglio di me stesso, ed adesso che il libro è finito ne sono orgoglioso e vorrei tanto che fosse apprezzato anche per il suo contenuto, per le ricette che lo rappresentano, per le foto e per tutto il volume in se stesso; mi rattrista molto sapere che il mio libro venga acquistato solo per il fatto che sostiene una causa molto importante; credo che lo si debba acquistare sopratutto perchè piace.
Come mai ha deciso di pubblicarlo con un editore Siciliano?
Sono Siciliano, quindi non vedo perchè avrei dovuto scegliere un editore diverso. Forse avrebbe avuto più visibilità non crede? Forse si, ma io credo che alla fine quello che importa è raggiungere gli obbiettivi, in quanto al tempo non ha importanza.
Lei li ha raggiunti?
Siamo sulla buona Strada, in effetti il libro è uscito solo pochi giorni prima di Natale, quindi ancora è presto per potere dire un qualcosa in merito.
All'inizio del libro c'è una dedica a sua Madre ha un motivo ben preciso per cui l'ha fatto?
Sicuramente come tutte le dediche ha la sua importanza, il motivo è perchè mia madre non ha avuto la possibilità di vedere i miei sogni realizzarsi, quindi mi sembra giusto dedicarlo a lei, in fondo è grazie a lei se ho ereditato l'arte della cucina.
Quindi sua madre non era affetta dalla Talassemia?
No, come le ho detto è soltanto una dedica di affetto nei confronti di mia madre
20,00 Euro non pensa che sia un prezzo troppo esoso per il mercato dei libri di Cucina?
E' un libro di 220 pagine interamente a colori, i costi di realizzazione come lei saprà sono molto alti, inoltre è stato realizzato con una carta molto particolare non con la classica carta comune del libri in commercio; abbiamo insieme all'editore scelto di fare un volume che anche nel tempo restasse integro e non si perdesse il suo valore.
Siamo vicino a San Valentino; potrebbe essere un buon regalo?
Sicuramente si, penso che il suo valore maggiore sarebbe il doppio senso del regalo.
Allora non possiamo fare altro che augurarle tanti in bocca al lupo per il suo A Tavola con lo Chef!
Grazie crepi il lupo.
Arrivederci alla prossima!
Arrivederci a voi e grazie.
Nadia Talamo OK BAR
Cari amici, grazie di vero cuore a tutti, a tutti quelli che hanno acquistato il mio libro tramite questo blog e tramite il sito www.davidedarcamo.it/atavolaconlochef , e tramite le librerie. In meno di due mesi abbiamo ragginto quasi le 600 copie vendute, è questo è un grande successo sopratutto per la causa che sostiene il mio libro. L'Associazione Piera Cutino mi fà porta voce per ringraziarvi ancora per il vostro affetto, e invito a tutti quelli che non lo hanno ancoira comprato a volerlo fare poichè oltre ad essere un libro fatto con amore e passione, sostiene la ricerca sulla Talassemia e partecipa al progetto raccolta fondi sul nuovo padiglione presso l'ospedale Cervello di Palermo. Io Davide D'arcamo non posso fare altro che dirvi ancora grazie e vi voglio bene a tutti.
www.davidedarcamo.it/atavolaconlochef
Tutto comincia circa tre anni fà, quando una sera per caso parlando con dei clienti nel mio ristorante, conosco Antonio, un giovane ragazzo affetto dalla malattia della talassemia.
Nasce subito una forte simpatia per Antonio, mi rendo conto ascoltando mentre mi parla della sua malattia, a quanti sacrifici e soggetto giornalmente, ma sopratutto rimango impressionato dela sua sensibilità e con quanta semplicità mi parla, mettendomi tranquillamente a mio agio.
Ebbene nasce così questo lungo viaggio, poichè in un momento di riflessione, decido di ricominciare a scrivere ricette per realizzare un libro da dedicare a tutti coloro affetti da questo male attraverso l'Associazione Piera Cutino, dove all'interno lavora un equipe di medici impegnati sulla ricerca della Talassemia.
A Tavola con lo Chef finisco di scriverlo nel giro di pochi mesi, ma quando comincio a sottoporre il mio lavoro e il progetto di beneficenza a vari Editori Nazionali, la risposta quando mi viene data è quella che non sno interessati a questo tipo di progetti.
A questo punto il mio progetto è costretto a rimanere chiuso in un cassetto per parecchi mesi, sebbene la mia insistenza di continuare ad in inviare il mio dattiloscritto affinchè riesca a trovare un editore che ci crede, rimane invano fino a quando un giorno decido di recarmi personalmente a Catana presso la fiera del Libro, dove illustro il mio lavoro e il relativo progetto a diversi editori .
Dopo qualche giorno quando cominciavo a convincermi che le difficoltà erano più di quanto pensassi, mi arriva una telefonata dove mi si invita a recarmi a Messina, poichè l'editore Armando Siciliano è interessato ad incontrarmi.
Oggi A tavola con lo chef a distanza di pochi giorni dalla sua uscita ufficiale, sta rispondendo molto bene sia come pubblico che come critica, e a dispetto di tutti gli editori che non hanno creduto al mio lavoro, sono molto orgoglioso di avere pubblicato con Armando Siciliano, ma sopratutto sono molto felice di potere dare il mio contributo ad una Associazione impegnata con serietà e professionalità alla ricera per migliorare la qualità di vita a tutti coloro che ne soffrono.
Davide D'Arcamo
www.davidedarcamo.it/atavolaconlochef
fonte: http://blog.libero.it/Atavolaconlochef/
Ebbene si, anche quest'anno l'aspettatissima premiazione delle stelle è arrivata, e secondo voi chi ha avuto il piacere di premiare i bravi Chef !!! ma il bravo Bruno Vespa naturalmente. A questo punto ci domandiamo quale sia la novità del 2008? Spiacente purtroppo nessuna, rimangono i tre Stellati Italiani i soliti Enoteca Pinchiorri, la Pergola dell'Hilton, Le Calandre, Dal Pescatore. Ma il maestro Vissani ci domandiamo, sarà forse rimasto deluso! e il bravo Perbellini che aveva avuto perfino la "Promessa"!!!! Beh bisogna proprio dire che con la Michelin non bisogna mai sperare troppo, altrimenti si rischia di aspettare di anno in anno. Invece la novità è un nuovo premiato due stelle, anche se a dir la verità più che nuovo è un ritorno del Luogo Milanese di Aimo e Nadia. Va anche detto che quest'anno gli ispettori sono stati meno leghisti rispetto all'anno scorso, visto che la regione che quest'anno ha avuto più stelle è la Campania con quatro nuove stelle.
Sarà forse il caso di dire di sfogliarla con attenzione!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Nuovi allarmi sul fronte degli additivi alimentari: coloranti e conservanti. Secondo uno studio britannico, un conservante comunemente usato nella produzione di bibite (come Pepsi, Sprite e Fanta) potrebbe alterare parti vitali del DNA provocando malattie degenerative come il morbo di Parkinson e la cirrosi epatica. La notizia è stata riportata dal quotidiano Independent. Si tratta dell'E211, il sodio benzoato, che viene usato per impedire la formazione di muffe. Lo studio realizzato dal professor Peter Piper dell'Università di Scheffield, ha mostrato che, messo a contatto con le cellule, sarebbe capace di intaccare e modificare i mitocondri, cioè un organello fondamentale della cellula. Tuttavia, secondo le normative dell'Unione Europea e le ultime stime dell'Organizzazione mondiale della sanità, l'E211 non è considerato dannoso per la salute. Nel 2000 però l'Oms ha espresso qualche dubbio, osservando che gli studi scientifici che provano l'innocuità del conservante hanno una validità "limitata". Anche alcuni coloranti sono accusati di essere dannosi per la salute umana. Si tratta dei coloranti rossi e gialli (E102, E104, E110, E122, E124, E129) che (insieme al conservante E211), secondo uno studio dell'Università di Southampton, provocherebbero non pochi disturbi come iperattività, scarsa concentrazione e reazioni allergiche. Questi additivi alimentari sono presenti in numerosi preparati alimentare come caramelle, formaggini, yogurt alla frutta e bevande analcoliche a base di frutta. La Food Standard Agency ha definito questi risultati "importanti per la salute pubblica" anche se ufficialmente non potrà lanciare l'allarme prima che i risultati dello studio vengano pubblicati su una rivista scientifica. Tuttavia alcuni esperti indipendenti hanno messo in guardia le famiglie britanniche dal consumo di prodotti contenenti questi additivi alimentare (già vietati nei paesi scandinavi e negli Usa): "E' bene limitare nei bambini il consumo di bevande gassate e bibite a base di succo di frutta perchè oltre ai coloranti e al conservante sotto accusa contengono spesso aromi, zuccheri o edulcoranti" spiega Catherine Leclercq, esperta dell'INRAN. E' bene quindi leggere l'etichetta dei prodotti che segnalano la presenza di questi additivi e scegliere quelli che ne sono privi. Attualmente l'EFSA (l'ente europeo per la sicurezza alimentare) sta rivalutando la sicurezza di tutti gli additivi utilizzati in Europa, e la priorità è stata data proprio ai coloranti. In Italia sono comunque vietati in tutti prodotti destinati a bambini fino a 3 anni".
Fonte: Redazione MolecularLab.it
Carissimi Amici, oggi voglio inserire un post insolito trattandosi di un argomento al di fuori della cucina. Comincio col dirvi che il giorno Domenica 21 Ottobre 2007 le due persone che vedete nelle foto sopra, si sono trovate nel mio ristorante a pranzare, non essendosi mai conosciuti prima. Ebbene, fino a qui può essere tutto naturale, ma se notate la sorprendente somiglianza tra i due soggetti, allora viene naturale chiedersi come diavolo hanno fatto a trovarsi nello stesso ristorante essendo praticamente uguali e di due città diverse. Francesco e Tony non hanno nessun grado di parentela, hanno due vite completamente diverse, si tolgono 4 anni di età, l'unica cosa che hanno in comune è quella di avere scoperto nel mio ristorante la loro somiglianza al tal punto di sembrare fratelli gemelli.
Contento di questo insolito evento, ho deciso di pubblicare questo post, perchè Francesco e Tony non si sono limitati a farsi una foto per ricordo, ma si sono ripromessi di incontrarsi scambiandosi i numeri di telefono e di conoscere meglio la loro somiglianza.
A questo punto vale la pena di dire; chi lo sà se tra Francesco e Tony nasca anche una bellissima amicizia???????
Noi tutti ci auguriamo di si....Sono passati quasi 12 mesi, ebbene come potete notare dal grafico, di strada ne abbiamo fatta parecchia; il lavoro che abbiamo fatto insieme ci ha ripagato abbondantemente, ed oggi per me è una soddisfazione bellissima potere dire di avere vinto un altra scommessa con me stesso grazie a voi che mi avete accompagnato e seguito in un lavoro che giorno dopo giorno mi riempe di gioia e di emozioni. GRAZIE ATUTTIIIIIIIIIIII........................
Carissimi Amici,
questo post a differenza di tutti quelli che lo hanno preceduto, è rivolto a tutti, e non solo a chi è interessato di cucina.
Come avete letto dal titolo "Un Piccolo Aiuto per un Grande Progetto!, spiega la mia collaborazione con l'Associazione Piera Cutino per guarire dalla Talassemia.
L'aiuto che ho deciso di dare all' Associazione Piera Cutino a cui sono molto vicino per una mia esperienza personale, è stato dedicare il mio libro di imminente uscita dal titolo provvisorio "21 Menù per tutte le occasioni", regalando a loro il mio piccolo contributo per un grande progetto come la realizzazione del nuovo Padiglione per la Talassemia presso l'ospedale "Vincenzo Cervello" di Palermo, ovvero migliorare l'assistenza ai pazienti introducendo dei posti letto per la degenza, e creare un piano da destinare ai parenti come Casa Albergo.
Come vi dicevo ho avuto un esperienza che mi ha fatto conoscere che cos'è la talassemia; e credo che tutti dovrebbero conoscere una realtà che colpisce molti bambini, ma sopratutto tutti dovremmo divulgare il più possibile il sacrificio di moltissime persone impegnate costantemente alla ricerca.
Questo libro ha un significato molto importante, al di là delle ricette realizzate con amore e impegno, ha lo scopo anche di coinvolgere colleghi e tutti coloro che vorrebbero prendere spunto da questa mia iniziativa per aiutare la ricerca scentifica; pertanto quello che vi chiedo e di sostenermi anche in questo progetto, e di raccontarmi attraverso questo Post le vostre riflessioni e le vostre conoscenze su questa malattia.
Con Immenso affetto
Davide D'Arcamo
Si è svolta da pochi giorni a Londra la sesta edizione dei 50 ristoranti migliori nel mondo, per il premio "The S.Pellegrino World's 50 Best Restaurants ", votati da una giuria internazionale di 651 membri tra chef, ristoratori, critici e giornalisti. Per il secondo anno consecutivo il premio viene aggiudicato dallo spagnolo El Bulli di Ferran Adrià. Mentre sono sei i ristoranti Italiani presenti tra i 50 migliori, invece la francia rimane la madrina con 12 ristoranti presenti, seguita dagli stati uniti con 8 ristoranti, Regno Unito con 7 , la Spagna a pari merito dell'Italia, seguita dall'austria con soli 2 ristoranti. A tale preposito vorrei aprire una parentesi se mi è concesso:niente da dire sulla Francia presente con ben 12 ristoranti, ma accettare che l'Italia sia dopo gli Stati Uniti credo che sia davvero ingiusto, visto che la nostra cucina è la prima copiata dagli americani. Ritengo che i ristoranti segnalati tra i 50 siano davvero meritevoli, ma ritengo che ci siano altrettanto ristoranti che meritano e che non sono stati completamente considerati; quindi a questo punto mi viene spontaneo pensare; Quanto veritiera e giusta sia questa classifica?, Quanto la giuria sia davvero corretta nel votare i partecipanti? Voi che ne pensate!
Eccomi tornato a scrivere finalmente nuove ricette, nuove emozioni per il palato di tutti i gusti.
Era da parecchio tempo che volevo riproporre l'idea di un nuovo libro, finalmente sono riuscito a trovare il tempo, gli stimoli giusti per creare nuovi piatti, e chi ha creduto in questo nuovo progetto.
Questo libro rappresenterà il percorso e la crescita professionale di tutti questi anni che mi hanno regalato tantissime soddisfazioni, ed è per questo che voglio che sia il "libro di tutti "senza troppe difficoltà nell'interpretare le ricette, ma con grande umiltà per soddisfare le esigenze della cucina di tutti i giorni.
Davide D'Arcamo
La storia dell'alimentazione umana comincia con la selvaggina.
Al suo apparire sulla terra l'uomo abbandona molto presto il regime vegetariano: frutta,bacche e radici non gli bastano. Caccia gli animali per procurarsi le pelli
con cui difendersi dal freddo, ma ne assaggia le carni, le trova di suo
gradimento e cerca di procurarsele il piu' spesso possibile. La selvaggina
prediletta del cacciatore preistorico e' il cavallo, che vive allo stato
selvaggio in branchi numerosissimi. Soltanto piu' tardi, nell'eta' del bronzo,
l'uomo imparera' a domarlo, a considerarlo per quello che in effetti e', un
animale domestico ed utilisissimo. E la carne equina scompare a poco a poco,
dalla mensa, sostituita da altri tipi di carne, di animale che l'uomo ha
possibilita' di trovare numerosi nelle foreste che ricoprono i continenti. Fra
questi, la volpe di cui era particolarmente apprezzato il cervello, la lepre
considerata pero' inferiore alla volpe come qualita', il cinghiale,
abbondantissimo. I metodi di cottura sono ovviamente quelli primitivi del
semplice arrosto, l'esposizione cioe' di un pezzo di carne al calore di una
fiamma per un tempo piu' o meno lungo. Per evitare scottature l'uomo infilza
la carne su lunghi rami e nasce lo spiedo. Soltanto piu' tardi, molto
lentamente, si arrivera' ad insaporire le carni con particolari erbe odorose e
ad accompagnarle con salse. Debbono trascorrere millenni. Nella Grecia
pre-ellenica la caccia e' diffusissima. L'uomo ha imparato ad addestrare gli
animali alla cattura di altri animali ed impiega a questo scopo i celebri
levrieri di Creta e addirittura dei gatti semi-selvaggi, se si deve credere a
certi autori. La selvaggina e' composta dagli stessi tipi di selvatici dei
nostri giorni: lepri, cinghiali, cervi, camosci, anitre, galli cedroni,
fagiani, pavoni, pernici, beccacce, quaglie e uccellini minuti. Erasistrato,
il medico alessandrino fondatore dell'anatomia e convinto assertore della
teoria secondo cui il sangue e' all'origine della vita, serviva ai sui
invitati copiosi arrosti accompagnati da una salsa calda a base di sangue,
miele, formaggio, cumino e sedano. Sulla stessa linea era del resto anche
Archestrato di Siracusa, un paio di secoli prima, quando scriveva che il modo
migliore per preparare una lepre e' arrostirla appena superficialmente,
togliendola dallo spiedo ancora molto al sangue e mangiarla subito "senza far
smorfie e senza timore del sangue che gocciola. Ogni altro modo di cucinare la
lepre e', a parer mio, completamente assurdo, sia che la si asperga di
sostanze vischiose, che la si copra di formaggio o vi si versi sopra troppo
olio". Il poeta siracusano, primo gastronomo del mondo antico, ci fornisce
cosi' altri tre metodi di preparazione della lepre, il che conferma la
diffusione dell'animale sulle tavole greche. Nella stessa Sparta, sotto
l'inflessibile governo di Licurgo, l'obbligo di eguaglianza di tutti i
cittadini arrivava fino alla tavola comune per il pranzo, affinche' il cibo
fosse lo stesso per tutti. Pranzare in casa propria era rigorosamente
proibito. Unica eccezione era consentita per i cacciatori che, al rientro
dalle battute, potevano rimanersene in casa a condizione pero' di consegnare
una parte del carniere alla tavola comune. A Roma, la civilta' della tavola
raggiunge, come tutti sanno, livelli forse eccessivi. Sta di fatto che anche
qui la selvaggina e' fra i grandi protagonisti delle imperiali scorpacciate.
La campagna romana e' ricchissima di cinghiali (oggi, purtroppo, sono rimasti
soltanto quelli della tenuta presidenziale di Castel Porziano) ma i cittadini
dell'Urbe, abituati evidentemente troppo bene, considerano scadente e insipida
la loro carne. Preferiscono, poverini, i cinghialotti teneri e saporiti delle
colline d'Umbria, che si nutrono con le ghiande dei fitti querceti. Pero' non
tutto l'animale e' apprezzato: soltanto alcune parti della testa, lingua e
cervello in primo luogo, e la lombata. Il resto viene buttato ai servi. Dei
pranzi romani ci e' arrivata ampia letteratura, da Pretonio a Plinio, a
Varrone, a Celso per non citare i piu' interessanti. Apprendiamo cosi' il
favore di cui godeva la carne di cervo, considerata importante per preservare
da una quantita' di malanni. Identico discorso vale per il capriolo. Tutta la
selvaggina di taglia grossa era comunque apprezzata dai romani: daini,
antilopi, gazzelle di Numidia, mufloni di Corsica. E poiche' era difficile
organizzare ogni volta delle battute per catturarli (e costoso, anche) si
erano organizzati in Roma e negli immediati dintorni dei veri e propri
allevamenti che provvedevano al quotidiano rifornimento delle mense dei
ricchi. Fra i parchi adibiti a questo scopo erano famosi quello di Fulvio
Lepino, a Tarquinia, e in citta' quelli di Lucullo e di Varrone. Per quanto
riguarda invece gli animali di taglia piu' piccola, troviamo in auge soltanto
la lepre. Ma anche in questo caso gli schizzinosi discendenti di Romolo e Remo
disdegnavano le lepri nostrane, preferendo quelle si Spagna e Francia, piu'
piccole e probabilmente molto piu' simili ai conigli selvatici che alla lepre
vera e propria come la conosciamo noi oggi. Arrivavano addirittura, mostruosa
raffinatezza, a pagare a peso d'oro i cuccioli, estratti dal ventre della
madre o sottratti durante il primo allattamento. La selvaggina da penna e' un
altro capitolo importante nelle abitudini e negli stravizi mangerecci
capitolini. Erano conosciuti e apprezzati, piu' o meno, quasi tutti i volatili
grandi e piccoli che compongono ancor oggi, per dirla alla francese, il
"gibier de plume": tordi, merli, pernici, quaglie, beccafichi, ortolani,
passeracei vari, gallinacei d'ogni sorta, dal fagiano all'urogallo, e via
dicendo. I tordi, in particolare, venivano allevati con mille cure in grandi
gabbie, alimentati dapprima con lenticchie, miglio e mirto, infine ingrassati
con farina e fichi tritati. "Metodo valido ma troppo oneroso" s'e' trovato
scritto "perche' richiede troppo personale, e questo costa caro e mangia la
meta' dei fichi destinati ai volatili". Nel Medioevo la caccia diventa uno
sport, un divertimento riservato ai regnanti e ai nobili. Lo si pratica con la
balestra, le reti, il falcone e piu' tardi, con l'archibugio. Dal Medioevo al
Rinascimento la situazione non cambia sostanzialmente. La caccia e' sempre un
privilegio dei nobili, ne fanno le spese aironi, cicogne, cigni, fenicotteri,
ma si cominciano ad apprezzare sempre di piu' la delicatezza e il raffinato
sapore di pernici, beccacce, beccaccini, fagiani, merli, beccafichi e
uccellini in genere. Fra la selvaggina da pelo sono in auge lepre, capriolo,
cinchiale, cervo, daino. La cottura e' prevelentemente arrosto. In Francia,
con il lento sorgere e consolidarsi di una tradizione gastronomica destinata a
fare della cucina francese la piu' diffusa nel mondo, nascono le prime
manipolazioni con salse e aromi particolari che porteranno a quei meravigliosi
"pate'" ancor oggi vanto della grande cucina internazionale. Scompare con il
mutar dei gusti, anche il coniglio selvatico e sono invece ricercati animali
come il germano reale e la folaga che, considerati di carne magra, sono
ipocritamente utilizzati per affrontare senza eccessive rinunce il castigato
periodo di Quaresima. Il beccafico tornera' da trionfatore sulle tavole dei
buongustai un paio di secoli piu' tardi, e vi rimarra' fino ai nostri giorni.
E' singolare l'alterna fortuna di questo grazioso e saporitissimo animaletto,
talvolta respinto, talaltra adorato. Marziale scrive: "Se la fortuna ti mette
a disposizione un beccafico, tenero e grasso, insaporiscilo solo con un po' di
pepe". Brillat Savarin lo esalta con un paragone economico: "Se un beccafico
fosse grande quanto un fagiano, costerebbe certamente quanto un podere".
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